Un film di Dario Piana. Con Mike Vogel, Charlie Anson, Christina Cole, Michael Dixon, George Dillon, Marnix van Den Broeke, Jaime Murray, Michael Feast, Andrew Buchan, Bill Nash.
Ian Stone è una persona come tante, gioca ad hockey ed ha una ragazza che ama. Ma la sua vita sta per essere sconvolta da una serie di avvenimenti macabri e misteriosi. Al ritorno da una partita di hockey persa rocambolescamente ed in modo un po’ confuso Ian tenta di soccorrere una persona in prossimità di una ferrovia: sarà questo l’elemento chiave della sua vita. Infatti la persona misteriosa lo arpionerà catapultandolo sulle rotaie proprio mentre stava passando il treno, uccidendolo. Ian però non muore, ma si ripresenta continuamente in altri ambiti sociali, con altri ruoli. Gli elementi costanti saranno solo la sua fidanzata ed un misterioso uomo. Le morti si riproporranno continuamente, fino al ricercato colpo di scena finale.
L’horror di Dario Piana trova ispirazione in diversi capolavori d’epoca. Il tema delle morti ricorrenti è infatti una costante nel mondo del cinema, un elemento indissolubile, proprio perché molto importante. La paura di quello che ci sarà dopo la morte e, soprattutto, i dubbi che la accompagnano, sono paura che l’uomo è destinato a sopportare. Paure quindi vive, reali, che il film di Dario Piana stuzzica, ma non troppo. Dopo un po’ infatti il film ottiene una trama un po’ troppo lineare e scontata. Non si hanno più le sensazioni di angoscia delle prime scene. Peccato quindi, perché quest’horror avrebbe potuto essere davvero qualcosa di rievocativo ma di originale. Un film accettabile quindi, ma non un capolavoro.









