Conosciamo meglio i naufraghi : Antonio Cabrini

by Simone on settembre 9, 2008

Antonio Cabrini (Cremona, 8 ottobre 1957) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano. Fu terzino sinistro della Juventus e della Nazionale italiana.

Esordì appena sedicenne nella squadra della sua città , nel campionato di Serie C 73-74, collezionando 3 presenze e diventando titolare l’anno successivo.

Nel 1975 passò all’Atalanta, dove disputò un buon campionato di Serie B di approdare alla Juventus. la maglia bianconera esordì, non ancora ventenne, il 13 febbraio 1977 nella gara contro la Lazio terminata con una vittoria per 2-0 per i bianconeri. Nella sua prima stagione a Torino collezionò 7 presenze e una rete, conquistando subito il suo primo scudetto.

Bissato il successo tricolore la stagione successiva (1977-78), Cabrini diventò in breve un titolare inamovibile per molti anni della squadra bianconera, affermandosi presto anche con la maglia della nazionale, con la quale esordì il 2 giugno 1978, sostituendo Aldo Maldera ai campionati del mondo in Argentina. Si conquistò fin da subito il posto in squadra, vestendo la maglia azzurra per tutte e sette le partite (in precedenza aveva vestito 2 volte la maglia della nazionale Under 23 e 13 quella dell’Under 21).

Le sue caratteristiche di terzino d’attacco, con una buona propensione alle incursioni offensive e anche al gol, unita ad una solidità difensiva invidiabile, lo fecero emergere come uno dei più grandi talenti italiani forse di ogni tempo. Divenne popolare anche per il suo aspetto fisico piacente, tanto da essere soprannominato il “Bell’Antonio“.

Dopo altri due scudetti con la Juventus (1980-81 e 1981-82: in due stagioni segnò ben 12 reti!), la Coppa Italia già vinta nel 1978-79, fu tra i protagonisti dell’avventura mondiale spagnola, dopo che il CT della nazionale italiana Enzo Bearzot lo mise nella rosa italiana. Nonostante la sua giovane età (24 anni) poteva già confermarsi il titolo di campione del mondo. Durante questo periodo, infatti, è ricordato specialmente quando segnò il gol del 2-1 contro l’Argentina e quando sul punteggio di 0-0 sbagliò un rigore nella finalissima contro la Germania Ovest. Quest’ultimo episodio non interferì, però, quella partita che sarebbe poi diventata la vittoria dei Mondiali 1982 per l’Italia, ma soprattutto non interferì le qualità tecniche difensive e la carriera di un grande giocatore come il Bell’Antonio.

Dopo il titolo mondiale, con la maglia della Juventus conquistò, oltre ad altri due scudetti portando a sei il suo computo personale, la Coppa Italia del 1982-83, la Coppa delle Coppe nel 1983-84 e la Coppa dei Campioni la stagione successiva, portandolo così ad essere fra uno dei primi giocatori (con alcuni compagni di squadra) a vincere le tre coppe europee (già nel 1976-77 aveva vinto la Coppa Uefa) e, ulteriormente, tutte le competizioni internazionali per club con il suo trionfo nella Coppa Intercontinentale nel 1985.

Continuò poi a giocare nella Juventus fino al 1989, anno in cui passò al Bologna, squadra con cui chiuse la carriera nel 1991; dal 2000 intraprese la carriera di allenatore.

In nazionale smise di giocare ad ottobre 1987, dopo 73 presenze, lasciando presto il testimone al suo degno erede, il milanista Paolo Maldini. Sono 9 le reti in maglia azzurra, record assoluto per un difensore.

Previous post:

Next post: